Foglie rosse, antocianine e bonsai (parte 2)

di Simone Chiarelli

ESCURSIONE TERMICA

Oltre ad essere una funzione della specie, l’intensità della colorazione rossa può variare al variare delle annate e a seconda delle condizioni della pianta. Infatti, negli autunni caratterizzati da giornate soleggiate con forte escursione termica tra notte e giorno, aumenta la produzione di zuccheri all’interno delle foglie, con una conseguente maggior sintesi di antocianine e maggiore sviluppo di pigmento rosso. Questo processo risulta ancor più intenso se oltre al soleggiamento si ha un’alta umidità mattutina, tipica delle giornate autunnali caratterizzate da nottate serene: l’alta umidità mattutina consente alla foglia di avere una maggior quantità di acqua a disposizione. L’umidità infatti consente alla foglia, nonostante sia prossima al distacco e quasi non più rifornita di acqua dal resto della pianta, di avere comunque a disposizione una quantità di acqua sufficiente per continuare nella sintesi del glucosio.

L’esposizione al sole quindi favorisce l’aumento di pigmento, come avviene anche nella frutta rossa: come nelle mele ad esempio, dove non è così raro osservare il lato esposto al sole caratterizzato da un rosso più intenso rispetto al lato in ombra. Ne derivano per i nostri bonsai quindi due indicazioni importanti.

SUGGERIMENTO N°1

Dobbiamo cercare di massimizzarne la loro esposizione al sole, all’escursione termica e all’umidità. Per chi ha un giardino o un campo sarebbe quindi opportuno posizionare piante come aceri o liquidambar, lontano da edifici e tettoie, alla ricerca del soleggiamento diurno, del fresco notturno e della guazza mattutina. Da prediligere comunque, che le piante siano tenute in un giardino o su un balcone, l’esposizione a sud (per noi che viviamo nell’emisfero boreale dove l’arco solare diurno si trova a sud).

SUGGERIMENTO N°2

Nessuno ci impedisce, naturalmente di ricreare artificialmente un ambiente umido, con l’uso di uno spruzzino da usare al mattino presto e durante le serate non fredde. Con questo metodo, stando attenti a non nebulizzare nelle serate particolarmente fredde, si ottiene un aumento dell’apporto di acqua alla foglia che sopperisce al calo di acqua provocato dall’abscissione fogliare. Questo comporta un deciso aumento della produzione di zuccheri nella foglia e della colorazione rossastra.

PH

Oltre a quanto visto fino ad ora, altri due fattori influenzerebbero il tenore di antocianine. Per capire il primo ci facciamo aiutare dall’etimologia greca della parola Antocianina*. Le antocianine non necessariamente quindi apportano colorazione rossa, possono virare in azzurro all’aumentare del ph della linfa all’interno della quale sono disciolte. Quindi donano colorazione azzurra in presenza di un ambiente tendenzialmente alcalino, mentre virano sul rosso al diminuire del ph (ambiente tendenzialmente acido).

SUGGERIMENTO N°3

Da questo concetto deriva quindi un’ulteriore indicazione riguardo al terreno che dovremo usare per i nostri bonsai. Un terreno leggermente acido favorirà quindi una maggiore intensità nella colorazione rossastra, e tutti sanno che gli aceri palmati non disdegnano una leggera acidità nel terreno…

AZOTO

Altro fattore che determinerebbe l’intensità del colore rosso sarebbe la scarsa presenza di azoto nel terreno. Secondo uno studio americano In terreni poveri di azoto, aceri rossi e liquidambar svilupperebbero una maggior quantità di Antocianine. Si tratta però di fattori ancora da chiarire.

Che dire infine delle piante la cui colorazione del fogliame appare rossa in primavera al risveglio vegetativo e che poi vira al verde una volta che la foglia è giunta a maturazione? In alcuni casi (Acero palmato) si tratta delle medesime essenze portatrici di fogliame rosso durante la stagione autunnale. Anche in questo caso l’effetto è dovuto ad una carenza di clorofilla, dovuta proprio alla immaturità della struttura fogliare nei primi giorni di vita. Una volta giunta a maturità la foglia ed iniziata la fotosintesi, aumenta la produzione di clorofilla, il pigmento rosso viene quindi surclassato a favore del tipico pigmento verde clorofilliano.

*Gli antociani (dal greco anthos = fiore, kyáneos = blu) o antocianine sono una classe di pigmenti idrosolubili appartenente alla famiglia dei flavonoidi.
Le antocianine sono tra i più importanti gruppi di pigmenti presenti nei vegetali, e si ritrovano nei fiori e frutti così come negli arbusti e nelle foglie autunnali. Il colore delle antocianine può variare dal rosso al blu, a seconda del pH del mezzo in cui si trovano e dalla formazione di sali con metalli pesanti presenti in quei tessuti.