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Di
Simone Chiarelli
Tratto
da
www.bonsai-italia.org
Il successo della coltivazione in
vaso non può naturalmente prescindere da una buona
concimazione, mirata a fornire al bonsai i nutrimenti
giusti, al momento giusto.
La concimazione quindi ha come scopo principale la salute
del bonsai ed una sua equilibrata crescita nel tempo.
Una concimazione con un prodotto adeguato effettuata però al
momento sbagliato è, per le piante in genere e a maggior
ragione per il bonsai, una concimazione essenzialmente
sbagliata.
Se però nelle comuni piante da appartamento e piante da
giardino una corretta concimazione deve mirare
principalmente alla salute dell’organismo vegetale (o alla
produttività nel caso dell’orticoltura), nel fare bonsai si
deve tener in gran considerazione anche dell’aspetto
estetico della pianta: in altre parole i metodi e le
tempistiche di concimazione hanno un’influenza non solo
sulla salute ma anche sull’aspetto estetico del bonsai e
fanno parte se si vuole dell’aspetto di formazione del
bonsai stesso.
Da questo nasce l’idea della concimazione in 4D, attraverso
l’analisi di 4 diverse dimensioni del fenomeno
“concimazione” nel bonsai, dimensioni con l’analisi delle
quali si cerca di andare oltre il semplice obiettivo
“nutritivo”.
ELEMENTI
Le sostanze utilizzate dai vegetali si dividono in tre
gruppi.
MACROELEMENTI (o elementi principali) :
Azoto (N), Fosforo
(P), Potassio (K).
MESOELEMENTI (o elementi secondari):
Zolfo (S), Calcio (Ca),
Magnesio (Mg) , Sodio (Na).
MICROELEMENTI : Boro (Bo), Cobalto (Cb), Rame (Cu) , Ferro (Fe),
Manganese (Mn),Molibdeno (Mb), Zinco (Zn). , Cloro ( Cl)
Ci soffermiamo per brevità sui macroelementi in quanto
elementi caratterizzanti di ciascun concime in commercio.
AZOTO (Elemento N dal latino Nitrogenum)
L'azoto è responsabile dei maggiori processi di crescita ed
allungamento, come anche della formazione della struttura di
base delle foglie e della dimensione delle cellule. Il
deficit di azoto si riconosce dal colore verde pallido delle
foglie e da crescita assente o stentata.
L'eccesso provoca prima un ingrossamento delle foglie e un
allungamento degli internodi , e se grave , disidratazione e
marciume radicale.
In natura si trova sotto forma gassosa: per essere
assimilato dai vegetali deve essere presente in forme
solubili, le due forme comuni dell'azoto sono l'azoto
nitrico (inorganico) e quello ureico (organico) .
FOSFORO (Elemento P dal latino Phosphorum)
Il fosforo è utilizzato nella formazione di infiorescenze,
legno e libro assieme al potassio. Il deficit (rarissimo) si
riconosce dal margine delle foglie che diventa di colore dal
rosso al violaceo.
Non si registrano effetti rilevanti di eccesso.
POTASSIO (Elemento K dal latino Kalium)
Il potassio è il "cemento" con cui si consolidano le nuove
crescite (pareti cellulari delle foglie) immediatamente dopo
l'azione dell'azoto, ed assieme al fosforo è alla base dei
processi di lignificazione.
Costituisce anche una buona protezione dal freddo della
stagione invernale
TIPOLOGIE DI CONCIME
Ogni concime ha indicato sulla propria confezione il titolo,
alias la tripletta NPK, che lo contraddistingue in termini
di macroelementi.
Il Titolo NPK rappresenta la presenza in percentuale dei tre
elementi N azoto, P Fosforo, K Potassio. Per fare un
esempio, ogni 100 kg di concime, con un titolo ipotetico NPK
di 5–6–7 avremmo 5 kg di azoto, 6 kg di fosforo, 7 kg di
potassio.
Il resto della formulazione è costituito in genere da
ammendanti e altre sostanze capaci di favorire la
decomposizione del concime e l’assorbimento dei tre
macroelementi stessi.
I concimi si possono quindi distinguere innanzitutto in base
al loro NPK, e per questo si distinguono in due categorie:
concimi azotati (o a base N) dove la presenza di azoto la fa
da padrona
concimi fosfo-potassici (a base P e K) dove la % di P e K è
più elevata e l’azoto è relegato ad un 3-4 %, percentuale
necessaria affinché, soprattutto il potassio, possa essere
correttamente assorbito dalla pianta. Anche in concimi il
cui unico scopo è quello di apportare potassio ritroviamo
infatti formulazioni dove il titolo è del tipo NK 3-15 0
3-30, quindi con una piccola presenza di azoto che favorisce
l’assimilazione dell’ossido di potassio.
Un’altra grande tassonomia è quella rappresentata da concimi
organici e concimi chimici. Per organico in realtà, ad esser
puristi, si intenderebbe derivato dal carbonio e dai
processi legati alla sua sintesi: in realtà comunemente,
relativamente alla concimazione, organico indica in realtà
composti del Carbonio di origine animale o vegetale. Sono
concimi organici ad esempio quelli derivati dalla sintesi di
alghe, scarti della lavorazione della soia, quelli derivati
da sterco di pollo (pollina) o ovino (stallatico) o da parti
animali come la cornunghia (corna ed unghia di bovini
macinate e sterilizzate).
I concimi chimici invece sono concimi di sintesi con
composizione inorganica. Solitamente caratterizzati da un
maggior tenore di azoto rispetto a quelli organici,
richiedono una maggior attenzione nel loro uso rispetto ai
concimi organici e solitamente di consiglia di sottodosare
rispetto a quanto indicato in confezione.
Consentono un’assimilazione più veloce rispetto alla
categoria dei concimi organici.
Un’ulteriore differenziazione tra concimi è data dalla
suddivisione tra concimi liquidi e solidi. I primi
naturalmente consentono un’assimilazione molto rapida che in
alcuni casi arriva a ridursi fino a tre giorni dalla
somministrazione. I secondi sono anche detti “a lenta
cessione”, alcuni di questi possono addirittura catalogarsi
“a lentissima cessione” come la cornunghia.
Infine si può distinguere una categoria di concimi “da
bonsai” in quanto studiati appositamente per i bonsai e
generalmente dotato di una minore presenza in termini di NPK
rispetto a quanto visto per i cugini generici. In questi
composti solitamente la percentuale di azoto non supera il
6%.
Caratteristici di questa categoria sono i concimi pellettati
a cilindri o piramidi (esempio Hanagokoro, Biogold,
Aburukasu)
Dopo una premessa di carattere generale analizziamo le
dimensioni e le strategie di concimazione.
1° DIMENSIONE – CONCIMAZIONI IN BASE ALLA STAGIONE
Il susseguirsi delle stagioni all’interno dei 12 mesi
influenza le piante in termini di lunghezza della fase
vegetativa, vigoria, e della corrispondente richiesta di
nutrimento, come conseguenza delle variazioni delle
temperature e delle ore di luce tra le stagioni: su queste
basi, banalizzando, le stagioni si possono considerare come
vegetative (primavera ed estate e la parte iniziale
dell’autunno) e stagioni di riposo (seconda parte
dell’autunno e inverno).
Si tratta di una banalizzazione che ha come riferimento
piante che vivono nell’emisfero boreale alle latitudini
dell’Italia Centrale e Settentrionale: in alcune zone del
sud d’Italia e delle isole la fase vegetativa è
necessariamente più lunga.

Figura n°1 (clicca sull'immagine
per ingrandire)
Come si vede in Figura 1 la vigoria vegetativa della pianta
varia col susseguirsi delle stagioni, con un massimo
assoluto in primavera ed un massimo relativo, dopo il picco
delle temperature estive, in corrispondenza della
“ripresina” di fine Agosto e Settembre.
Questo evolversi della vigoria durante l’anno implica, come
detto sopra, strategie e tempistiche di concimazione diverse.

Figura n°2 (clicca sull'immagine per
ingrandire)
NPK = leggasi prevalenza di N
NPK
= leggasi prevalenza di P e K
La pianta, in genere, ha una maggior necessità di apporto di
Azoto (N) nelle fasi di crescita ed un maggiore apporto di
Fosforo (P) e Potassio (K) in prossimità dei mesi invernali
per la costruzione delle parti legnose, del fusto e per la
protezione dal freddo.
In figura 2 si è sovrapposta, all’evoluzione della vigoria
vista in figura 1, la strategia di concimazione di base,
distribuita temporalmente nei mesi interessati.
Si ha quindi l’esemplificazione di un modus operandi con
l’apporto di concimazioni di due tipi
- azotate (NPK= leggasi prevalenza di N) e
- fosfo-potassiche (NPK = leggasi prevalenza di P e K)
Si tratta di una esemplificazione che si adatta a piante del
tipo latifoglie (non da fiore e frutto) o conifere: per
quelle da fiore/frutto, vedremo poi, sarà necessario
muoversi diversamente durante l’arco dell’anno.
Si noti come in Figura 2, con questa strategia di base, si
preveda una somministrazione di concimazioni a base P e K (NPK)
solo nel periodo autunnale.
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