Le concimazioni in 4 dimensioni

LE CONCIMAZIONI IN 4 DIMENSIONI

di Simone Chiarelli

Il successo della coltivazione in vaso non può naturalmente prescindere da una buona concimazione, mirata a fornire al bonsai i nutrimenti giusti, al momento giusto.
La concimazione quindi ha come scopo principale la salute del bonsai ed una sua equilibrata crescita nel tempo.
Una concimazione con un prodotto adeguato effettuata però al momento sbagliato è, per le piante in genere e a maggior ragione per il bonsai, una concimazione essenzialmente sbagliata.

Se però nelle comuni piante da appartamento e piante da giardino una corretta concimazione deve mirare principalmente alla salute dell’organismo vegetale (o alla produttività nel caso dell’orticoltura), nel fare bonsai si deve tener in gran considerazione anche dell’aspetto estetico della pianta: in altre parole i metodi e le tempistiche di concimazione hanno un’influenza non solo sulla salute ma anche sull’aspetto estetico del bonsai e fanno parte se si vuole dell’aspetto di formazione del bonsai stesso.

Da questo nasce l’idea della concimazione in 4D, attraverso l’analisi di 4 diverse dimensioni del fenomeno “concimazione” nel bonsai, dimensioni con l’analisi delle quali si cerca di andare oltre il semplice obiettivo “nutritivo”.

ELEMENTI

Le sostanze utilizzate dai vegetali si dividono in tre gruppi.

  • MACROELEMENTI (o elementi principali): Azoto (N), Fosforo (P), Potassio (K).
  • MESOELEMENTI (o elementi secondari): Zolfo (S), Calcio (Ca), Magnesio (Mg), Sodio (Na).
  • MICROELEMENTI : Boro (Bo), Cobalto (Cb), Rame (Cu), Ferro (Fe), Manganese (Mn),Molibdeno (Mb), Zinco (Zn), Cloro ( Cl)

Ci soffermiamo per brevità sui macroelementi in quanto elementi caratterizzanti di ciascun concime in commercio.

AZOTO (Elemento N dal latino Nitrogenum)
L’azoto è responsabile dei maggiori processi di crescita ed allungamento, come anche della formazione della struttura di base delle foglie e della dimensione delle cellule. Il deficit di azoto si riconosce dal colore verde pallido delle foglie e da crescita assente o stentata.
L’eccesso provoca prima un ingrossamento delle foglie e un allungamento degli internodi , e se grave , disidratazione e marciume radicale.
In natura si trova sotto forma gassosa: per essere assimilato dai vegetali deve essere presente in forme solubili, le due forme comuni dell’azoto sono l’azoto nitrico (inorganico) e quello ureico (organico) .

FOSFORO (Elemento P dal latino Phosphorum)
Il fosforo è utilizzato nella formazione di infiorescenze, legno e libro assieme al potassio. Il deficit (rarissimo) si riconosce dal margine delle foglie che diventa di colore dal rosso al violaceo.
Non si registrano effetti rilevanti di eccesso.

POTASSIO (Elemento K dal latino Kalium)
Il potassio è il “cemento” con cui si consolidano le nuove crescite (pareti cellulari delle foglie) immediatamente dopo l’azione dell’azoto, ed assieme al fosforo è alla base dei processi di lignificazione.
Costituisce anche una buona protezione dal freddo della stagione invernale.

TIPOLOGIE DI CONCIME

Ogni concime ha indicato sulla propria confezione il titolo, alias la tripletta NPK, che lo contraddistingue in termini di macroelementi.
Il Titolo NPK rappresenta la presenza in percentuale dei tre elementi N azoto, P Fosforo, K Potassio. Per fare un esempio, ogni 100 kg di concime, con un titolo ipotetico NPK di 5–6–7 avremmo 5 kg di azoto, 6 kg di fosforo, 7 kg di potassio.
Il resto della formulazione è costituito in genere da ammendanti e altre sostanze capaci di favorire la decomposizione del concime e l’assorbimento dei tre macroelementi stessi.

I concimi si possono quindi distinguere innanzitutto in base al loro NPK, e per questo si distinguono in due categorie:

  • concimi azotati (o a base N) dove la presenza di azoto la fa da padrona
  • concimi fosfo-potassici (a base P e K) dove la % di P e K è più elevata e l’azoto è relegato ad un 3-4 %, percentuale necessaria affinché, soprattutto il potassio, possa essere correttamente assorbito dalla pianta. Anche in concimi il cui unico scopo è quello di apportare potassio ritroviamo infatti formulazioni dove il titolo è del tipo NK 3-15 o 3-30, quindi con una piccola presenza di azoto che favorisce l’assimilazione dell’ossido di potassio.

Un’altra grande tassonomia è quella rappresentata da concimi organici e concimi chimici. Per organico in realtà, ad esser puristi, si intenderebbe derivato dal carbonio e dai processi legati alla sua sintesi: in realtà comunemente, relativamente alla concimazione, organico indica in realtà composti del Carbonio di origine animale o vegetale.

Sono concimi organici ad esempio quelli derivati dalla sintesi di alghe, scarti della lavorazione della soia, quelli derivati da sterco di pollo (pollina) o ovino (stallatico) o da parti animali come la cornunghia (corna ed unghia di bovini macinate e sterilizzate).

I concimi chimici invece sono concimi di sintesi con composizione inorganica. Solitamente caratterizzati da un maggior tenore di azoto rispetto a quelli organici, richiedono una maggior attenzione nel loro uso rispetto ai concimi organici e solitamente di consiglia di sottodosare rispetto a quanto indicato in confezione.
Consentono un’assimilazione più veloce rispetto alla categoria dei concimi organici.

Un’ulteriore differenziazione tra concimi è data dalla suddivisione tra concimi liquidi e solidi. I primi naturalmente consentono un’assimilazione molto rapida che in alcuni casi arriva a ridursi fino a tre giorni dalla somministrazione. I secondi sono anche detti “a lenta cessione”, alcuni di questi possono addirittura catalogarsi “a lentissima cessione” come la cornunghia.

Infine si può distinguere una categoria di concimi “da bonsai” in quanto studiati appositamente per i bonsai e generalmente dotato di una minore presenza in termini di NPK rispetto a quanto visto per i cugini generici. In questi composti solitamente la percentuale di azoto non supera il 6%.
Caratteristici di questa categoria sono i concimi pellettati a cilindri o piramidi (esempio Hanagokoro, Biogold, Aburukasu)

Dopo una premessa di carattere generale analizziamo le dimensioni e le strategie di concimazione.

1° DIMENSIONE – CONCIMAZIONI IN BASE ALLA STAGIONE

Il susseguirsi delle stagioni all’interno dei 12 mesi influenza le piante in termini di lunghezza della fase vegetativa, vigoria, e della corrispondente richiesta di nutrimento, come conseguenza delle variazioni delle temperature e delle ore di luce tra le stagioni: su queste basi, banalizzando, le stagioni si possono considerare come vegetative (primavera ed estate e la parte iniziale dell’autunno) e stagioni di riposo (seconda parte dell’autunno e inverno).
Si tratta di una banalizzazione che ha come riferimento piante che vivono nell’emisfero boreale alle latitudini dell’Italia Centrale e Settentrionale: in alcune zone del sud d’Italia e delle isole la fase vegetativa è necessariamente più lunga.

figura1

Figura n°1
Come si vede in Figura 1 la vigoria vegetativa della pianta varia col susseguirsi delle stagioni, con un massimo assoluto in primavera ed un massimo relativo, dopo il picco delle temperature estive, in corrispondenza della “ripresina” di fine Agosto e Settembre.

Questo evolversi della vigoria durante l’anno implica, come detto sopra, strategie e tempistiche di concimazione diverse.

figura2

Figura n°2
NPK = leggasi prevalenza di N
NPK = leggasi prevalenza di P e K

La pianta, in genere, ha una maggior necessità di apporto di Azoto (N) nelle fasi di crescita ed un maggiore apporto di Fosforo (P) e Potassio (K) in prossimità dei mesi invernali per la costruzione delle parti legnose, del fusto e per la protezione dal freddo (si veda anche qui).
In figura 2 si è sovrapposta, all’evoluzione della vigoria vista in figura 1, la strategia di concimazione di base, distribuita temporalmente nei mesi interessati.
Si ha quindi l’esemplificazione di un modus operandi con l’apporto di concimazioni di due tipi:

  • azotate (NPK= leggasi prevalenza di N)
  • fosfo-potassiche (NPK = leggasi prevalenza di P e K)

Si tratta di una esemplificazione che si adatta a piante del tipo latifoglie (non da fiore e frutto) o conifere: per quelle da fiore/frutto, vedremo poi, sarà necessario muoversi diversamente durante l’arco dell’anno.
Si noti come in Figura 2, con questa strategia di base, si preveda una somministrazione di concimazioni a base P e K (NPK) solo nel periodo autunnale (si veda per approfondire l’articolo sulle concimazioni autunnali).

2° DIMENSIONE – CONCIMAZIONI IN BASE ALL’ESSENZA

figura 3

Figura n°3

Discostandoci dalla strategia di base, se si hanno essenze che tipicamente sono apprezzate per la loro fioritura e fruttificazione (meli, peri, melograni ad esempio) si varia quanto visto per le comuni latifoglie e conifere (visto in precedenza in figura 2), introducendo la somministrazione di concimazioni NPK durante la fase finale della primavera e l’inizio dell’estate.

La somministrazione di concime a base di azoto da fare continuamente tra Aprile e Luglio (vista per la strategia di base) viene sostituita, nella sua parte terminale (mese di Giugno ed una parte di Luglio), con l’introduzione di concimazioni a base Fosforo e Potassio.

Questa variazione si riflette sulle specie da frutto a seconda della loro tipologia.
Individuiamo le specie da fiore frutto in due tipi

  • TIPO A: differenziazione delle gemme da fiore sui rami dell’anno antecedente alla fioritura (es peri e meli) >> sviluppo durante il mese di Giugno/Luglio dell’anno precedente alla fioritura con fioritura alla ripresa vegetativa dell’anno in corso
  • TIPO B: sviluppo delle gemme da fiore sui rami del medesimo anno della fioritura (es melograni) >> fioritura durante il mese di Maggio/Giugno dell’anno in corso

La somministrazione di Fosforo e Potassio durante il mese di Maggio/Giugno e una parte di Luglio comporta:

  • per le piante del tipo A un aiuto nella formazione di gemme da fiore che fioriranno a primavera dell’anno successivo in concomitanza (o leggermente prima)delle prime foglie,
  • per le piante del tipo B un aiuto nella formazione e fioritura di gemme da fiore dell’anno e nella loro successiva fruttificazione.

Un’ulteriore variazione rispetto a Figura 4 può essere operata, se si vuole portare avanti nella stagione una buona fruttificazione senza eliminazione dei frutti (Figura 4), somministrando più P e K di quanto visto in Figura 3 (si sostituiscono le concimazioni a base N di fine Agosto/settembre con quelle a base P e K senza interruzioni fino all’autunno).

figura 4

Figura n°4

3° DIMENSIONE – CONCIMAZIONI IN BASE ALLO STADIO DI FORMAZIONE DEL BONSAI

Tra le qualità maggiormente apprezzate in un bonsai vi sono la fine ramificazione e la compattezza dei palchi, associata ad una struttura della ramificazione secondaria e terziaria dotata di internodi corti. A queste si aggiungono anche la ridotta dimensione delle foglie.
Queste qualità, che sono più specifiche di alcune essenze/varietà (vedi acero palmato crispifolium) che di altre (vedi acero palmato crispifolium rispetto al palmatum), possono essere indotte e migliorate da una corretta esposizione alla luce solare, una corretta annaffiatura, e, non ultima, da accorte concimazioni.

figura 5

Figura n°5 – Un particolare di un acero presso il vivaio Franchi

Le caratteristiche elencate sono però più tipiche di un bonsai maturo e del lavoro di Mochicomi durato anni.
Di fronte ad una pianta sulla quale deve ricostruire la ramificazione primaria, bada meno a queste caratteristiche e pensa a far crescere la pianta (e la sua ramificazione primaria) il più velocemente possibile applicando quando possibile il filo per dare movimento.

Nel caso di piante da ricostruire o da far crescere penserà quindi all’uso di fertilizzanti ad alto tenore di azoto in modo da raggiungere l’obiettivo il più velocemente possibile, soprattutto al momento della ripresa vegetativa dove la spinta della pianta è maggiore (Figura 6).

figura 6

Figura n°6

Invece nel caso di esemplari già formati utilizzerà concimazioni di mantenimento con uso di prodotti a basso tenore di azoto. Questi gli consentiranno di ottenere ramificazione fine, contenere gli internodi e avere foglie di ridotte dimensioni (Figura n°7).

Ritardo di concimazione: in alcuni casi si può ritardare addirittura la concimazione primaverile, in modo che il bonsai produca i primi due/tre internodi dell’anno nuovo con le energie residue dall’anno precedente, e produca così i primi due internodi particolarmente brevi.
Ottenuti i primi internodi ravvicinati è possibile poi usare in seguito concimazioni più forti nel caso in cui i successivi internodi siano sacrificati l’anno successivo con una potatura di formazione.

figura 7

Figura n°7

4° DIMENSIONE – CONCIMAZIONI IN BASE ALLA DIMENSIONE FINALE DEL BONSAI

Le scelte di concimazione illustrate per la 3° dimensione (si veda Figura 6 e 7) assumono una ulteriore variante se applicate ad esemplari piccoli o piccolissimi.
Questo vale in maggior parte per quanto riguarda la formazione di bonsai mame o shohin dove la struttura deve sempre essere tenuta d’occhio fin dalle prime fasi della loro formazione. Nelle ridotte dimensioni infatti basta un piccolo errore affinché la ramificazione scappi dal controllo del bonsaista.

In sostanza se in precedenza (3° dimensione) si era fatta una differenziazione tra prime fasi della formazione a bonsai (costruzione della ramificazione primaria dove non si badava un granché agli internodi) e fasi successive (definizione della secondaria/terziaria e mantenimento), nei mame/shohin questa viene un po’ a cadere o quantomeno ad attenuarsi.

Infatti viste le loro ridotte dimensioni, i bonsai il cui progetto finale rimane al di sotto dei 10-15 cm hanno bisogno di una particolare cura relativamente alla ramificazione anche nelle prime fasi di formazione.

Per questo motivo si tendono ad adottare, anche in sede di formazione della ramificazione primaria, gli accorgimenti visti in figura 7, con eventuale ritardo di concimazione.
Formati i primi due/tre internodi nella prima fase di ogni stagione vegetativa, è possibile poi somministrare concimi che spingano di più. I successivi internodi al secondo che la pianta svilupperà, anche se di maggiori dimensioni, saranno poi non inclusi nel progetto finale e pertanto si potranno eliminare durante la potatura invernale dell’anno successivo.

Questa ultima variante deve comunque essere accompagnata da un attento monitoraggio dello sviluppo della pianta per evitare che, anche in corrispondenza dei primi due internodi formati, la ramificazione si ingrossi diventando troppo tubolare.

Foto e grafici di Simone Chiarelli

Glossario dei termini giapponesi

GLOSSARIO DEI TERMINI GIAPPONESI

Akadama

Argilla di origine vulcanica, estratta alla profondità di tre metri viene raccolta e trattata e lavorata fino a che si presenta in grani di diversa granulometria. Molto apprezzata come terriccio per bonsai, ha rispetto alla “concorrente” pomice, la capacità di assorbire un maggior quantitativo di acqua e di rilasciarla i maniera più costante durante la giornata. Ha un PH neutro.

Aka-Matsu

Pino rosso Giapponese (Pinus densiflora).

Aki-nire

Olmo cinese (Zelkova).
Bonsai

Chojubai

Cotogno da fiore giapponese (Chaenomeles).

Daiza

Base solitamente in legno che rappresenta la base all’interno della quale è collocato il suiseki. si tratta di una base personalizzata per ciascun Suiseki e intagliata, levigata appositamente per ciascun suiseki.

Eda

Letteralmente Ramo.

Ezo-Matsu

Abete di Ezo (Picea Ezoensis). “Ezo” è il nome antico dell’isola di Hokkaido.

Gojo-Matsu

Pino a 5 aghi (Pinus Parviflora e Pentaphylla).

Hanagokoro

concime organico a lenta cessione N-P-K: 5-5-2.

Kanuma

Terriccio a componente argillosa si presenta in granuli come l’akadama ma di un colore più giallo. E’ dotata di un PH leggeremente acido che la rende utilizzabile per piante acidofile come le azalee ed in piccole percentuali anche per piante come sughere e aceri che gradiscono una leggera acidità nel terreno. deve il suo nome all’omonima città Giapponese della prefettura di Tochigi.

Kaede

Termine giapponese che identifica l’acero tridente (Acer Buergerianum). Deriva da “Kaeru-de” (mano di rospo) per la forma delle sue foglie.

Keto-tsuchi

Torba nera per stile Ishitsuki o usata nello stile boschetto per delimitare l’esterno della composizione.

Kifu Bonsai

Bonsai di dimensione compresa tra i 20 ed i 35 cm.

Kuromatsu

Termine che indica il Pino Nero giapponese (Pinus Thunbergii).

Kusamono

Bonsai di erbacea. Il Kusamono si usa esporre, a differenza dello shitakusa (vedi sotto) che funge sempre da accompagnamento al bonsai, come principale elemento del tokonoma.

Mame

Bonsai che può raggiungere e non superare i 7 cm.

Metsumi

Pinzatura dei germogli teneri con la punta delle dita o delle pinzette. L´obiettivo è quello di favorire la crescita dei germogli deboli e contemporaneamente contenere la dimensione delle foglie e degli internodi.

Miki

letteralmente Tronco.

Misho

Bonsai coltivato da seme

Momiji

Acero Palmato. Anche Yamamomiji (Acer palmatum var.matsumurae – Acero di montagna).

Mini bonsai

Categoria di bonsai dalle dimensioni comprese tra i 7cm e i 10 cm.

Mochicomi

o Mochikomi Insieme di cure quotidiane mirate al conferimento della maturità e vetustà al bonsai.

Neagari

Letteralmente Radici esposte. Termine che sta ad indicare lo stile a radci esposte.

Nebari

Letteralmente Radici. Termine giapponese per indicare la base di radici o Piede: costituisce la prima parte della pianta che fuoriesce dal terreno e che le permette di ancorarsi ad esso. Una delle caratteristiche principali di ciascun bonsai, deve presentare radici non incrociate e disposte a raggiera. L’uso di un vaso basso consente un suo sviluppo superficiale e radiale.

Sakura

Ciliegio anche Fuji-Sakura (Ciliegio da fiore).

Shinpaku

Ginepro a scaglie (tipicamente il Chinensis).

Shitakusa

Erba di accompagnamento.

Shohin o Shoin

Categoria di bonsai dalle dimensioni comprese tra i 10cm e i 20 cm.

Soro

Carpino giapponese.

Suiban

Vassoio basso senza foro di drenaggio usato per esporre i suiseki. Il Suiseki risulta comunemente adagiato su di un sottile strato di sabbia collocata nell’incavo del vassoio stesso.

Tachiagari

Si tratta della prima parte del tronco appena terminato, salendo verso l’alto, il nebari. Deve, assieme al resto del tronco, essere conico e restringersi salendo verso l’alto per dare senso di triangolarità e vetustà alla pianta.

Tosho

Ginepro ad aghi (tipicamente il Communis o il Rigida).

Tokonoma

Spazio rientrato nei salotti giapponesi usato anche come tipico spazio espositivo per bonsai e suiseki.

Ume

Albicocco giapponese (prunus mume).

Yamadori

E’ un bonsai o pianta raccolta in natura. Letteralmente il termine giapponese significa “trovato in montagna” o meglio”raccolto in montagna” dove Yama sta ad indicare la montagna.

Nuova sede A.T.A.B.S.

NUOVA SEDE A.T.A.B.S.

ATABS cambia casa:
dal mese di marzo 2015 gli incontri di laboratorio e lezioni per i soci saranno fatti nel nuovo locale in Via di S. Michele a Rovezzano, per festeggiare il trentesimo compleanno di ATABS avremo a disposizione una sala molto più grande e luminosa.

sede nuova

Un saluto alla vecchia sede!

vecchia sede

Buon compleanno A.T.A.B.S.

BUON COMPLEANNO ATABS!

L’ATABS compie trent’anni proprio oggi… “sembra ieri” direbbe qualcuno, io non c’ero in verità, quindi non lo potrei dire ma una piccola licenza concedetemela…..
Era il 16 febbraio 1985, uno degli inverni più freddi che la storia recente ricordi, non proprio l’inverno giusto per pensare ai bonsai. Olivi sterminati dal ghiaccio ovunque, neve alta fino alla vita, c’era chi camminava sull’Arno ghiacciato (lo scrivente, undicenne, era uno degli improvvidi camminatori).

ricorrenza atabs

Ed invece al coperto dal gelo stavano germogliando due nuovi semi, Bonsai e Suiseki: in occidente poco conosciuto il primo, quasi sconosciuto il secondo. Due passioni che poi sarebbero cresciute nel tempo, merito dei pionieri che negli anni ottanta li diffusero in occidente.

Pensate a quante cose sono cambiate in tre decenni, sede lungo l’Affrico, prime foto in bianco e nero, mostre in palestra senza fondali, uno statuto redatto a macchina da scrivere (senza data ufficiale, un vero peccato!).
Saltando ad oggi, profili facebook, whatsapp, sito web dell’associazione, newsletter, agriperlite, akadama, stimolanti, concime da autunno e da primavera/estate, e tanto altro, tutte cose insomma che prima si sognavano.

L’unica cosa che non è cambiata? Semplice, la nostra passione e la voglia di stare insieme!
Buon compleanno ATABS!

Elezioni rinnovo consiglio direttivo 2015-2016

ELEZIONI RINNOVO CONSIGLIO DIRETTIVO 2015-2016

di Simone Chiarelli

Sabato 13 si sono svolte le lezioni per il rinnovo del consiglio direttivo.
Questo l’esito delle elezioni.

In bocca al lupo al nuovo consiglio direttivo (in verde gli eletti).

CANDIDATO N° VOTI
ALESSIO MARRONI 26
SIMONA HIRSCH 33
ENRICO ZANGARELLI 28
MARCO CRUICCHI 28
ROBERTO BEZZI 33
VALERIO GIANNINI 31
TIZIANO TONIACCINI 21

Eletti e cariche assegnate alla prima riunione del nuovo consiglio del 17 dicembre 2014:

Simona Hirsch Presidente
Roberto Bezzi Vicepresidente
Valerio Giannini Tesoriere
Alessio Marroni Segretario
Enrico Zangarelli Consigliere
Marco Cruicchi Consigliere

La SAKKA TEN 2014, un’esperienza coinvolgente

LA SAKKA TEN 2014, UN’ESPERIENZA COINVOLGENTE

di Roberto Bezzi

Quando il 21 Giugno 2013 mi è arrivata dal club Bonsai ATABS la comunicazione che eravamo stati contattati dalla Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe per organizzare la “SakkaTen Autumn Trees 2014” non avevo la minima idea di cosa si trattasse: una mostra di Bonsai, un laboratorio per imparare a lavorare le piante, un convegno con relazioni su tecniche e filosofia bonsai, un incontro fra appassionati per scambiarsi idee e consigli, un mercato a tema o una festa autunnale in piazza? Essendo un socio “principiante” non ne avevo mai sentito parlare, ma era chiaro che fosse una cosa importante, visto che dovevamo iniziare a prepararci con un anno e mezzo di anticipo.

Nei mesi successivi ci sono stati due eventi che mi hanno fatto iniziare a capire la vera importanza dell’associazione Sakka: il primo è stata una lezione che Edoardo Rossi ha fatto al nostro club, il secondo è stata la visita alla collezione privata di Lorenzo Agnoletti, se questi due incontri mi hanno emozionato in modo così profondo come potrà essere un evento che anche questi maestri stanno aspettando con trepidazione? Sicuramente sarà una cosa da non perdere.

7-11-2014

Finalmente giunti all’avvicinarsi dell’evento ho iniziato a fare pubblicità in internet sperando di convincere qualche amico a venire a vedere la mostra a Fiesole, mai mi sarei aspettato di ricevere messaggi e richieste di amicizia da tutta Europa: io, che ancora sogno di avere il mio primo bonsai, ricevevo commenti e consigli da parte di professionisti, maestri e amatori come se fossi stato uno di loro, questo mi ha spinto a lavorare per i preparativi con ancora più entusiasmo.

La mostra l’hanno vista in molti, ma in pochi abbiamo vissuto in piazza Mino di Fiesole il giorno precedente all’evento, arrivai la mattina presto, era piovuto e vidi che la piazza era vuota e triste, tutto sembrava immobile in attesa della festa che ci sarebbe stata il giorno successivo, ma forse quello immobile in attesa ero solo io.

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Più tardi, mentre ero da solo nella sala che stavamo preparando per la mostra, arrivò una persona, si presentò come “un socio di Genova” e mi disse che sarebbe stato felice di aiutarci a preparare la mostra: con la diffidenza che abbiamo noi fiorentini per le persone sconosciute risposi forse anche in modo piuttosto freddo che non avevamo bisogno di aiuto, lui mi disse che comunque si sarebbe messo da una parte e sarebbe stato a disposizione in caso di necessità, questo modo di fare riservato e modesto mi è rimasto nel cuore, e chiedo scusa a Santino che poi si è dimostrato un vero amico, uno di noi.

07-11-2014

Per quattro giorni Fiesole è stato il centro di una attività meravigliosa, c’erano tre distinti luoghi pieni di vita: la sala della mostra dove tanti appassionati, ma anche tanti cittadini semplicemente amanti delle cose belle hanno ammirato le meravigliose piante esposte, dalla parte opposta la sala dove venivano fatti i convegni e le dimostrazioni tecniche da parte di maestri, istruttori e docenti, e nel mezzo la piazza, dove i visitatori potevano ammirare e comprare piante, vasi, attrezzi e dove i commercianti, fra loro più amici che concorrenti, erano felici di poter unire la loro passione per l’arte bonsai con il lavoro che facevano.

sakka ten

Cosa è stata la “SakkaTen Autumn Trees 2014”? Una mostra di Bonsai? Un laboratorio per imparare a lavorare le piante? Un convegno con relazioni su tecniche e filosofia bonsai? Un incontro fra appassionati per scambiarsi idee e consigli? Un mercato a tema? O una festa autunnale in piazza? E’ stata tutto questo ed anche molto di più, da questo congresso ho imparato tante cose, ho conosciuto nuovi amici con la mia stessa passione ed ho vissuto giornate indimenticabili.

La mostra l’hanno vista in molti, ma in pochi abbiamo vissuto in piazza Mino il giorno successivo all’evento, dopo che anche il tempo era rimasto bello per i quattro giorni della manifestazione, quasi come per dirci di aver contribuito al successo, il martedì si era rimesso a piovere e la piazza era nuovamente vuota, ma questa volta non era triste, come me sembrava soddisfatta ed orgogliosa di aver fatto parte di tutto questo, questa volta era immobile perché ripensava ai giorni appena conclusi.

Sono onorato di aver contribuito a tutto questo ed anche a nome del gruppo ATABS di Firenze ringrazio la Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe per averci dato questa opportunità, la città di Fiesole ed i suoi amministratori per averci accolto con entusiasmo, gli sponsor che ci hanno aiutato credendo in quello che facevamo, i maestri, istruttori, interpreti e tutti coloro che hanno contribuito a fare convegni e dimostrazioni, i proprietari delle bellissime piante esposte, i commercianti presenti in piazza Mino e tutti i visitatori che hanno fatto di questo evento una grande festa.

In visita alla collezione di Lorenzo Agnoletti

IN VISITA ALLA COLLEZIONE DI LORENZO AGNOLETTI

di Sergio Bassi

Curioso come possono cominciare le belle storie…

Un sabato, durante un canonico incontro fra soci, qualcuno ha detto…“si potrebbe andare a visitare la collezione di Lorenzo Agnoletti”?…visto che sono passati alcuni anni dall’ultima mia visita a casa sua e curioso di tornare ad apprezzare la sua “collezione”, appena ho visto Lorenzo l’ho informato della nostra idea…lui, non sapendo fino in fondo a cosa andava incontro, mi ha subito detto di sì.

In realtà già da tempo avevamo in programma proprio con lui una lezione sull’allestimento dello spazio espositivo del bonsai, quindi è venuto quasi naturale, anzi è stato proprio Lorenzo a suggerirmi di “abbinare” le due cose; fra l’altro il nostro socio fondatore a casa sua ha un tokonoma a “grandezza naturale” che è l’ideale per questo tipo di lezioni.

Come faccio sempre, con l’aiuto di Valerio, nostro valente segretario, ho provveduto ad avvisare tutti i soci.
A questo punto Lorenzo giustamente mi ha chiesto una previsione su quanti potevano essere quelli interessati a partecipare ed io gli ho risposto perentorio:…circa una decina, pensando ai soliti bischeri, non di più! Mai previsione fu più errata, difatti ci siamo ritrovati in venticinque ad invadere la “Tenuta Agnoletti”.

Lo stesso Lorenzo mi ha confessato che così tanti tutti insieme non c’erano mai stati a casa sua, e siccome a noi piace complicare, soprattutto agli altri, le cose, abbiamo deciso di organizzare anche un bel pranzo completo.
La giornata è iniziata con il ritrovo alle 07:30 a Ponte a Ema e, tranne un socio che probabilmente ancora gira per il Chianti con il suo motorino, eravamo tutti pronti e puntuali all’appello, quindi la carovana si mette in marcia , tutti dietro alla Opel Meriva bianca che per farsi riconoscere aveva un faro posteriore rotto. All’arrivo, stranamente in anticipo sulla tabella di marcia, ci hanno accolto i padroni di casa: due Welsh Corgi in stile regina Elisabetta, c’erano anche i due “casieri” Lorenzo e Claudia con il loro cane.

La tenuta si presenta come una splendida colonica con annessi in stile toscano circondata da boschi a prevalenza di querce, incorniciata da uliveti e rifinita con una moltitudine di fiori di varia fatta e specie e colore…in pratica un paradiso in terra.

Per chi non la conosce è doveroso ricordare che la collezione bonsai di Lorenzo è senza alcun dubbio fra le migliori, se non la migliore d’Europa, quindi è stato normale assistere a scene strazianti.

Subito mi è venuto in mente la celebre frase del film di Ridley Scott, Blade Runner:
«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.»

Qualcuno con lo sguardo perso e con la bava alla bocca, altri che si strappavano i capelli, chi invece non poteva farlo per ovvi motivi e ha preferito picchiare la testa sul primo muro a portata di cranio, molti giurare e spergiurare che appena arrivavano a casa davano fuoco alle loro piante.

Per calmare un po’ gli animi, che ormai erano persi fra l’ira e lo stupore, ci è voluto circa una paio d’ore, poi con calma abbiamo iniziato la lezione sull’ allestimento; quindi tutti, doverosamente in silenzio, davanti al tokonoma che per cronaca occupa mezza stanza.
Anche chi come me fa bonsai da oltre venticinque anni e che quindi ha partecipato a molte lezioni improntate sullo stesso argomento, ha riconosciuto che una spiegazione così esaustiva ed interessante sulla storia e sull’evoluzione del tokonoma, come quella che ci ha fatto Lorenzo, non l’avevo mai sentita.

Finita la lezione teorica e pratica del maestro, siamo stati invitati anche noi a provare un’esposizione con il materiale che avevamo portato.

Per primo è stato chiamato alla “cattedra” Andrea Terinazzi che, com’era prevedibile, ha svolto il suo compito piuttosto bene, presentando il suo abete.
Per seconda ha esposto il suo allestimento, con una composizione di shitakusa, la nostra “vice” Simona che nonostante l’incidente della rottura dell’espositore ha ricevuto i complimenti di Lorenzo ed è proprio qui che ci siamo rovinati per sempre. Perché ora sono cavoli nostri!…chi la regge più, chissà quante volte ci farà pesare questa “investitura”, e non sperate che se ne dimentichi, non esiste nessuna possibilità.

Il pranzo è stato me-mo-ra-bi-le.

Avevamo portato rosticciana, pancetta, salsicce e scamerita, da fare alla brace su due postazioni preparate dal “tuttofare” di Lorenzo (scusate ma non ne ricordo il nome), ma che doverosamente si prende i nostri più sentiti ringraziamenti. Appena messa la carne sulla gratella, è cominciato l’inferno, mancava solo Gordon Ramsay, probabilmente il calore raggiunto dalle braci era un attimino eccessivo, un fumo incredibile ci ha avvolto, soprattutto i fuochisti ed in particolare Luca, che era l’addetto di turno alla cottura. La carne prendeva letteralmente fuoco tanto che, per attenuare il calore e la fiamma sono dovuti intervenire i “pompieri” che hanno versato litri d’acqua direttamente sulla ciccia…praticamente una braciata all’acqua pazza!
Per gli “improvvisati” cuochi, tenere tutto sotto controllo non è stato facile, ma alla fine, non so se perchè la fame era tanta, abbiamo finito tutto. Dimenticavo di dire che prima della carne ci è stato servito un bel piatto di pasta al pomodoro e basilico e che sono stati “fatti fuori” anche cinque filoni di pane, svariate bottiglie di vino, un boccione d’olio, quattro chili di cantuccini di Prato accompagnati due litri di vinsanto.

Un ringraziamento particolare va a Claudia, moglie di Lorenzo, che si è resa disponibile ad ospitare questa banda di matti ed alla quale sono state lasciate solo le briciole dei cantucci e il profumo del vin sano…che vergogna!

Finito il pranzo, dopo un caffè corroborante, tutti nuovamente a lezione; a questo punto mi aspettavo un crollo generale, temevo di vedere gente che dormiva sulle sedie e ronfava di brutto ed invece, salvo un paio di eccezioni, che sicuramente avevano abusato dell’alcol, l’attenzione è stata sempre ai massimi livelli, tanto che alle 17:00 c’era ancora chi voleva continuare, ma Lorenzo ci ha buttato tutti fuori (non è vero, non lo ha fatto, ma ce lo meritavamo sicuramente).

Credo di poter dire che la giornata sia stata un grosso successo visto che qualcuno mi ha già detto:…si ripete!?…sì, perché no!…ma fra una ventina d’anni vai.

Sergio