Foglie rosse, antocianine e bonsai (parte 1)

di Simone Chiarelli

L’autunno nell’emisfero boreale è associato all’avvicinarsi della stagione fredda e quindi alla caduta delle foglie per le specie decidue. Le piante a foglia caduca sono vicine al riposo invernale mostrando prevalentemente colorazioni gialle e marroni. In alcune aree del pianeta però il periodo autunnale è un’occasione unica per ammirare lo spettacolo del mondo vegetale nel mostrare anche colorazioni di tipo rossastro, meno comuni alle nostre latitudini, ma molto presenti nella costa nord est degli stati uniti e nel Canada, a causa della presenza di boschi estesi di aceri canadesi e altre essenze a colorazione rossa autunnale. Questa peculiarità, ho saputo poi con gli anni, richiama annualmente una particolare tipologia di turismo, che va alla ricerca del rosso autunnale e dello spettacolo che il mondo vegetale offre in questo periodo a latitudini più fredde delle nostre. Questa passione per il rosso accomuna se vogliamo, alcuni di noi che facciamo bonsai, a questi turisti. Chi di noi non prova piacere ad ammirare un acero palmato giapponese nel pieno dei suoi colori autunnali, dalle tonalità quasi fosforescenti? Partendo da queste premesse ho svolto, incuriosito, alcune ricerche per capire meglio le ragioni dello sviluppo di queste colorazioni rossastre nel mondo vegetale, le motivazioni e le dinamiche che conducono una pianta a sviluppare tali sfumature proprio in questa stagione.

PIGMENTI

Ne esce un quadro variegato dove gli scienziati, pur concordi sul meccanismo che conduce allo svilupparsi delle colorazioni rossastre, non ne hanno ancora chiaro il motivo. Di sicuro c’è che le colorazioni che vediamo, sono dovute a pigmenti di varia natura. Il verde dato dalla clorofilla, il giallo dal carotene, il marrone causato dal tannino. Per quanto riguarda la colorazione rossa, il tutto è causato da un gruppo di pigmenti rossi chiamato antocianine. Naturalmente la colorazione autunnale è una specificità della singola essenza e, all’interno della singola essenza, è una specificità del singolo esemplare: per il rosso abbiamo ben presente gli aceri palmati o gli aceri canadesi o i liquidambar, per il giallo possiamo prendere, come esempio di alberi dotati di un giallo insolitamente intenso, ginkgo biloba, tigli e gelsi.

ABSCISSIONE, CLOROFILLA E ANTOCIANINE

Il meccanismo che, in certe essenze, porta in autunno a mostrare la colorazione rossa, è dovuto alla produzione del pigmento antocianine, sintetizzato dagli zuccheri presenti nella foglia, e alla contemporanea diminuzione, con l’approssimarsi della stagione fredda, della presenza di colorazione verde della clorofilla. Con l’arrivo dei primi freddi infatti, il fenomeno che porterà in breve tempo all’abscissione (cioè alla caduta delle foglie) impedisce alla clorofilla di essere sintetizzata e di rimanere all’interno delle foglie. Contemporaneamente si ha una forte presenza di zuccheri, sotto forma di carboidrati, che, sintetizzati nella foglia ma senza che siano distribuiti al resto della pianta a causa delle zone di abscissione alla base del picciolo, permettono una maggiore concentrazione di antocianine all’interno delle foglie stesse. L’assenza o la forte diminuzione della clorofilla nella foglia, permette l’esaltazione quindi della colorazione rossa indotta dall’antocianina, la cui presenza non è più coperta dalla presenza di pigmento verde.

Il rinvaso passo a passo di un prebonsai

IL RINVASO PASSO A PASSO DI UN PREBONSAI

di Simone Chiarelli

L’anno scorso ho effettuato un rinvaso di un olmo di proprietà di un’amica.
La pianta non era stata rinvasata da molti anni e dovevo ridurre il pane radicale per rinvasarla in un vaso molto più piccolo di quello dal quale proveniva.

Ho eseguito il rinvaso al momento in cui le gemme sono diventate gonfie pronte a ributtare.

figura1

Figura 1
Per prima cosa ho scelto il vaso, di plastica, leggero, e basso.
Quello in figura 1 ha 8 fori di scolo il che è importante perché permette di far fuoriuscire bene l’acqua da sotto.

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Figura 2
Ho messo sul fondo (Figura 2) della retina usata per zanzariere. Questo consente la non fuoriuscita del terreno o l’entrata di insetti indesiderati
figura 3

Figura 3
I fori piccoli (sono 4 in tutto) li uso per ancorare la rete al vaso, internamente…

figura 4

Figura 4
…ed esternamente al vaso con piccoli pezzi di filo da bonsai (figure 3 e 4)

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Figura 5

figura 6

Figura 6
Ho tagliato dell’altro filo bonsai (Figura 5 e 6) con il quale ancorerò la pianta al vaso, facendo passare il filo per due fori di scolo (due dei quattro grandi di cui è dotato il vaso).

figura7

Figura 7
Ho setacciato poi la pomice grossa (Figura 7) da usare per il drenaggio sul fondo.

figura8

Figura 8
Ho steso la pomice da drenaggio sul fondo del vaso (figura 8).

figura9

Figura 9
In una bacinella (figura 9) a parte ho già messo pomice piccola e akadama già setacciate in precedenza.

figura10

Figura 10

Ho aggiunto il terriccio universale e ho mischiato il tutto.
Il tutto sarà:

  • 30%pomice
  • 20% akadama
  • 50% Terricco universale (T.U.)

figura11

Figura 11
Con la miscela così ottenuta ho messo un primo strato sopra il drenaggio.

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Figura 12
Ora passiamo all’olmo (Figura 13).
Ho cominciato a eliminare la terra con una bacchetta da ristorante cinese.

figura13

Figura 13
Con l’uso della vanghetta e delle forbici da radici ho eliminato la parte più esterna del pane radicale.
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Figura 14
Con l’uso del bastoncino cinese (figura 14) sono poi passato a eliminare la terra vecchia dalla parte del pane più vicina alla pianta.

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Figura 15
L’olmo accanto al nuovo vaso.

figura16

Figura 16
L’olmo nel suo alloggiamento. Notare che il filo di ancoraggio è passato sopra il pane radicale.

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Figura 17
Ho aggiunto il terreno e con la mano ho compattato la terra in modo che sia distribuita uniformemente.

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Figura 18
Non resta che tirare da sotto il filo di ancoraggio per fissare la pianta al vaso.

figura19

Figura 19
Ho tirato bene il filo per ancorare la pianta al vaso ed evitare che rimanessero sacche di aria.
I due capi del filo saranno poi legati l’uno con l’altro.

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Figura20
Il nuovo ed il vecchio vaso…

figura21

Figura21
Ho annaffiato fino a far scolare l’acqua dai fori del vaso.
Ho tenuto all’ombra una settimana.